mercoledì 3 giugno 2009

I romanzi di Anne Rice: un sacco di dettagli e tanto sesso

Anne Rice è una scrittrice statunitense di origine irlandese, famosa soprattutto per il romanzo Intervista col Vampiro, da cui è stato tratto l'omonimo film. Come al solito, se volete sapere qualcosa di più sull'autrice, vi invito a cercare in rete.

Di Anne Rice non ho letto granché (Intervista col Vampiro, L'Ora delle Streghe ed in questi giorni sto finendo Il Demone Incarnato - gli ultimi due fanno parte della Saga delle Streghe Mayfair), ma ho intenzione di rimediare presto a questa mancanza.

Ci sono alcune caratteristiche, nei romanzi della Rice, che trovo parecchio interessanti e che, ai miei occhi, la rendono un'autrice che merita di essere letta.

Vediamole insieme.

I dettagli dell'ambientazione.
La prima cosa che mi ha colpito leggendo i romanzi della Rice è la cura maniacale per i dettagli che riguardano l'ambientazione. Sia Intervista col Vampiro, sia i primi due volumi della Saga delle Streghe Mayfair, sono ambientati principalmente nella Louisiana ed in particolare a New Orleans. La Rice è nata e ha trascorso gran parte della sua giovinezza in quella città e lo dimostra ampiamente. L'architettura, le tradizioni e le usanze, i luoghi, la gente, la storia e il folklore: tutto è descritto con estrema accuratezza. Soprattutto per l'architettura la Rice sembra avere una vera e propria ossessione che, pagina dopo pagina, riesce a trasmettere ai suoi lettori. E' bene precisare che questa cura e questo amore per i suoi luoghi d'origine non diventa mai un noioso rigurgito di informazioni (dicesi anche inforigurgito), ma è perfettamente incastonato nella costruzione dei romanzi: sono i personaggi stessi, vivendo o raccontando, che lo mostrano.

Il sesso.
Per dirla scherzosamente, la Rice è un po' maniaca, almeno quando scrive. Il sesso, la carnalità e l'erotismo sono elementi centrali dei suoi romanzi. Ci sono uomini che fanno sesso con donne, uomini con uomini, donne con donne, uomini e donne con demoni e via discorrendo. Tutto descritto in modo particolareggiato.
Una cosa importante da sottolineare, prima di procedere, è la concezione della sessualità della Rice: secondo lei, infatti, ogni essere umano è bisessuale (se lo dice lei...).
Abbiamo allora vampiri androgini che hanno rapporti sia con donne che con uomini (in Intervista col Vampiro, Armand -Antonio Banderas- è innamorato di Louis -Brad Pitt- ed il rapporto tra i due è caratterizzato da un forte erotismo, non fatevi ingannare dal film in cui questi aspetti sono stati decisamente censurati), stregoni (come Julien nella Saga delle Streghe Mayfair) che hanno una vita sessuale molto variegata (uomini, donne, ragazzini, ragazzine, demoni) e via discorrendo.
Non mancano poi amori incestuosi, pedofili e chi più ne ha più ne metta.

Le tematiche.
Classificare i romanzi di Anne Rice come horror/fantasy è riduttivo. E' vero: ci sono elementi soprannaturali, creature fantastiche e magia, ma la Saga delle Streghe Mayfair (tanto per fare un esempio) è più simile a Cent'Anni di Solitudine di Márquez piuttosto che a (uhm...) La Torre Nera di Stephen King (tipico esempio di horror/fantasy) ed in Intervista col Vampiro gli aspetti horror e fantasy passano in secondo piano rispetto ai conflitti interiori dei protagonisti. Meglio si adatta la definizione di romanzo gotico contemporaneo.
Nei romanzi della Rice c'è mistero, si parla di amori perduti, di terribili drammi, del dolore dell'esistenza, della ruota del tempo che gira inesorabilmente, di Dio e del Diavolo. Difficile dire lo stesso di Twilight.
Altre tematiche rilevanti nei romanzi della Rice derivano dalla sua formazione cattolica (che mise in discussione quando raggiunse l'adolescenza) e dalla sua origine irlandese.

I personaggi.
Tutti i personaggi dei romanzi della Rice, anche quelli secondari, sono descritti in modo molto approfondito, soprattutto dal punto di vista psicologico. Nei romanzi che ho letto, l'utilizzo di un punto di vista interno e variabile (in cui cioè la camera di un ipotetico regista vede ciò che accade ai personaggi, ma anche ciò che pensano) consente all'autrice di creare personaggi a tutto tondo e non semplici burattini da manovrare ai fini della storia. Il risultato è molto coinvolgente per il lettore. L'autrice ha inoltre preso spunto, di tanto in tanto, da persone reali per creare i suoi personaggi. Il vampiro Lestat è ad esempio ispirato a suo marito, Stan Rice (mi sarebbe piaciuto conoscerlo, purtroppo è prematuramente scomparso nel 2002), e Alicia Mayfair alla madre alcolizzata.

La trama.
Le storie che racconta la Rice sono delle belle storie: originali e capaci di catturare l'attenzione del lettore. Una caratteristica di alcuni suoi romanzi (mi riferisco a L'Ora delle Streghe e al Il Demone Incarnato) è l'estrema lentezza con cui la trama procede (è passato troppo tempo da quando ho letto Intervista col Vampiro, ma mi pare che fosse molto più snello e veloce). Ciò si capisce subito dal numero di pagine che li compone (900 pagine circa il primo e 600 e passa il secondo). Alla Rice piace soffermarsi sui particolari, sui dettagli, fa spesso uso di flashback e così nascono storie dentro a storie. Se cercate una lettura veloce i suoi romanzi non fanno per voi.

La traduzione.
Lo dico in due parole: fa schifo. Io parto dal presupposto che Anne Rice sappia scrivere bene o che i suoi editor sappiano fare il loro mestiere. Lo stesso non si può dire dei traduttori italiani, almeno per quanto riguarda Il Demone Incarnato, che sto leggendo ora.
Partiamo dal titolo: quello originale era Lasher, quello italiano invece fa pena.
Il traduttore poi a volte sembra che non sa (o sappia?) usare il congiuntivo, nemmeno nelle sue forme più elementari. E ci sono delle frasi il cui senso e la cui costruzione sintattica mi lasciano perplesso.
Purtroppo la mia voglia di leggere in lingua originale dei tomoni di 600 e più pagine è pari a zero e, pur essendo conscio di ciò che si perde, cerco di accontentarmi.

Mi sembra di aver detto tutto. Dopo aver finito il libro che sto leggendo, ho intenzione di concludere la Saga delle Streghe Mayfair con il terzo e ultimo volume (Taltos), poi ho in programma di leggere Un grido fino al cielo, di cui ho sentito molte opinioni positive su Anobii. Infine mi incuriosisce l'ultima saga che sta scrivendo l'autrice, che parla della vita di Cristo, ma avendo molti altri libri in attesa di essere letti potrebbero passare anni prima che mi ci cimenti.

Nota che non c'entra niente: la parola sesso (e i suoi annessi e connessi) dovrebbe far aumentare notevolmente gli accessi al blog, anche se i nuovi visitatori, non trovando ciò che cercano, se ne andranno per non tornare mai più.

4 commenti:

Marty ha detto...

Io mi sono fermata ad un certo punto...dopo diventa solo sesso e noia.
Dopo aver visto poi Lestat (mi pare) mangiucchiarsi un tampax in stile ghiacciolo ho deciso che la Rice si è giocata la mia anima definitivamente.

Mr. Lunastorta ha detto...

Ma che schifo! Ora me lo sognerò di notte...

Io la saga dei vampiri l'ho interrotta al primo volume, dopo aver visto il film "La Regina dei Dannati" (tratto dal terzo libro se non sbaglio) in cui Lestat diventa una rockstar! :-S

La saga delle streghe Mayfair l'avevo abbandonata a sua volta, ma per ora mi piace come continua!

Mr. Lunastorta ha detto...

Giunto alla fine della lettura de "Il Demone Incarnato" la mia opinione su questa opera in particolare si è parecchio ridimensionata. Benché la trama si regga bene quasi fino alla fine, ho trovato la conclusione sotto tono e scadente, la soluzione al mistero del demone insoddisfacente e l'ultimo capitolo a dir poco disgustoso. Spero in qualcosa di meglio nel capitolo conclusivo della saga.

Mr. Lunastorta ha detto...

Altro passo indietro: a quanto pare Taltos è un pessimo romanzo, oltre a centrare poco o niente con i primi due!

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