lunedì 1 giugno 2009

42 o la storia di come sono diventato un miscredente

Una volta avevo un taccuino. NO: non un tacchino! Un taccuino, con la U!
E che ci facevo con questo taccuino? Beh, ci scrivevo le mie cose e i miei pensieri... tutti quelli che mi venivano in mente!
Nel taccuino scrivevo le idee per il mio romanzo, nel taccuino tiravo giù a mazzate l'edificio delle mie vecchie credenze, nel taccuino insultavo George W. Bush.
Del primo argomento ho già parlato in precedenza, il terzo ormai è fuorimoda. Come avrete capito stasera voglio parlare del secondo.

Cosa vuol dire che ho tirato giù a mazzate l'edificio delle mie vecchie credenze? Beh, molto semplice, significa che sono diventato agnostico, ma dirlo in modo figurato lo trovo più divertente!
Agnostico: colui che sa di non sapere, un po' come Socrate (anche se questo paragone non rientra nella definizione corretta di agnosticismo). Ben diverso dall'ateo. L'ateo è colui che nega l'esistenza di Dio, colui che ripudia la religione e così facendo professa a sua volta un credo.

Perchè son diventato agnostico? Beh, innanzitutto voglio precisare che non è che lo sono diventato all'improvviso. Un giorno mi sveglio e dico: basta, oggi divento agnostico... e domani ostrogoto. No! L'edificio delle mie credenze era già pericolante da un bel pezzo. E' vero: un tempo facevo il chierichetto e andavo pure a Messa tutte le domeniche, ma a posteriori mi accorgo che erano solo abitudini dure a morire. La mia fede era già sparita da tempo. Dovevo solo rendermeno conto e accettarlo.

Perchè è successo? E' stato un processo graduale, come il risveglio. Poco alla volta mi sono accorto che tutte le spiegazioni che le religioni sono in grado di offrire, sul significato della vita, sull'origine dell'Universo, su Dio, sull'uomo e tutto il resto, non mi bastavano più. Mi sono accorto che erano solo parole, spiegazioni con lo stesso contenuto di verità delle storielle della buonanotte. Reali quanto Babbo Natale e la Befana. Da questo punto di vista io sono un po' come San Tommaso: non ci credo se non ci metto il naso. Purtroppo nella mia vita non ho mai assistito ad un miracolo, non ho mai visto un angelo, non sono mai rimasto abbagliato da un roveto ardente. Con questo non voglio dire che certe cose non esistano, ma, non essendo dimostrabili, per me non contano.
Miscredente!!! Sì, lo sono.
Se mi chiedeste se ritengo che più del 90% della popolazione umana sia vittima di un'allucinazione di massa, la mia risposta sarebbe sì; ma non lo dico con disprezzo e nemmeno me ne compiaccio.
Io ritengo che le religioni siano qualcosa di utile, comodo e semplice per dare un significato all'esistenza, per vincere la paura della morte, per spiegare misteri come l'origine del cosmo e della vita a cui altrimenti non si riuscirebbe a venire a capo. Ma ritengo anche che siano delle illusioni. E a me non bastano.
Essere agnostico per me non vuol dire sbattersene. Tutto l'opposto. Essere agnostico per me è un punto di partenza, una tabula rasa da cui tutto comincia! Io voglio cercare la verità, voglio cercare il senso di tutto quanto (anche se a volte mi dimentico di questa specie di dichiarazione d'intenti). Dico cercare e non trovare perchè so che è una strada che ha un inizio, ma di cui non si intravede la fine. A volte rimpiango la spensieratezza di quando ero bambino e, come direbbe Dylan Dog, in Dio non ci credo, ma ci spero. Mi piacerebbe che il cielo si aprisse e che un uomo vestito di bianco bussasse alla mia porta e mi dicesse: non hai capito niente! Le cose stanno così, così e così. Purtroppo temo che ciò non accadrà. E che il mio destino sarà cercare fino alla fine dei miei giorni.

L'unica strada che per ora conosco e che ho intrapreso, nella mia ricerca della verità, è quella della ragione: iniziata dai filosofi della natura più di duemila anni fa, trasformata da Galileo con l'invenzione del metodo scientifico e portata avanti dalle più brillanti menti di tutti i tempi, essa, a mio parere, è il nostro unico modo di avvicinarci all'infinito. O l'unico modo sensato.
Razionalista!!! Più o meno.
Secondo me l'umano desiderio di comprendere e di conoscere è quanto di più nobile caratterizzi la nostra specie. La filosofia e la scienza hanno saputo spiegare molte cose, anche se molte altre per ora rimangono misteri. Per quanto la nostra vista possa spingersi verso l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande essa infatti rimane limitata. Ma meglio una conoscenza limitata, piuttosto che una fede cieca.
E' così perchè così sta scritto. Ma insomma, queste cose si dicono ai bambini! Tra l'altro... Di cose ce ne sono scritte davvero tante! Chi dovrei ascoltare? Il cristiano o l'indù? L'islamico o il buddhista? Il figlio di Odino o il sacerdote di Zeus? No, no, non fa proprio per me.

La strada che conduce alla verità è costellata di dubbi e di incertezze, è un sentierino di montagna che si percorre solo alla luce della Luna e delle stelle. E' una strada rischiosa, dove basta un passo falso per cadere in un abisso. Sono parole mie dei tempi del taccuino.
A volte mi domando se non siamo presuntuosi nella nostra convinzione di poter un giorno scostare il velo di Maya che nasconde la realtà. Mi chiedo se il sacrificio di Prometeo, che ha rubato il fuoco agli dei, o di Adamo, che ha colto il frutto dall'albero della conoscenza, non siano stati una follia! Io non sono nemmeno uno di quegli ottimisti che ritiene che un giorno la scienza saprà spiegare Tutto. Ma regolarmente mi rispondo che se solo riusciremo a scorgere il mignolino di Dio ne sarà valsa la pena!

Continua...

Post scriptum.
Gesù mi sta simpatico: quando scaccia i mercanti dal Tempio, difende le prostitute o stravolge la vecchia Legge riassumendola in due comandamenti d'amore è proprio un figo! E' la Chiesa, quella nata dai concili, che proprio non sopporto. Se Gesù vuole dunque prendere due piccioni con una fava, cioè correggere la mia miscredenza e fare due chiacchiere sulla sua Chiesa, io un thè con lui lo prendo volentieri.

7 commenti:

laura ha detto...

Davvero Babbo Natale non esiste?

Mr. Lunastorta ha detto...

E non è tutto! Non esiste nessun cavallo di nome Donato!

Marty ha detto...

Confondere ateismo e agnosticismo è molto diffuso.
Penso che il mio ultimo ragazzo non si sia mai accorto della fondamentale differenza che passava tra il mio essere agnostica e il suo essere ateo.
Degli atei non mi piace che condannino tutto l'impianto di una religione a priori, a cannonate. Che si dicano aperti al confronto, ma svolgano in realtà un'operazione di evangelizzazione al rovescio.
Non mi piace la loro presunzione.

Ecco, al contrario mi è piaciuto ieri un sacerdote che discutendo dello sbattezzo in tv ha analizzato il calo del numero dei credenti e le ragioni che portano l'uomo a credere o a non credere.

Anche io ci sono arrivata a rate, da bambina avevo una sorta di qualche fede...ma in realtà se n'era già andata attorno ai 10 anni :)

Mr. Lunastorta ha detto...

Io a 10 anni servivo ancora Messa! eheh

Marty ha detto...

Pure io...per rubare le ostie in sacrestia XD

Sono buonissime.

Mr. Lunastorta ha detto...

Ma sono insapori e si appiccicano al palato!

Anonimo ha detto...

Mr Lunastorta mi piace il tuo modo di affrontare argomenti così complessi, intervellandoli a battute "leggere" che ne stemperano la complessità. Cmq complimenti.

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