mercoledì 19 gennaio 2011

Il re nudo

Non ho mai parlato di politica in questo blog: è un argomento che in genere preferisco evitare.
Ma visti certi accadimenti recenti, esprimerò lo stesso qualche considerazione.

Io non sono né un difensore né un detrattore di Silvio Berlusconi: preferisco non schierarmi. Lo ritengo un politico meno che mediocre, questo è vero, ma non è il suo operato come politico e Premier che viene messo in discussione in questi giorni. Quello che viene messo in discussione è il suo valore come uomo.

Non so se B. sia colpevole o innocente: questa è una cosa che deve essere decisa in sede giudiziaria. E finché, prove alla mano, un tribunale non lo dichiarerà responsabile dei reati che gli sono contestati, mi asterrò da qualsiasi giudizio. Ma, a prescindere dalla sua innocenza o colpevolezza e dal mio credo politico, come uomo io provo compassione per lui.
Guardando B. mi sembra di osservare un vecchio imperatore romano, dei tempi della decadenza, quando come un cancro forze esterne ed interne stavano sgretolando l'impero che per secoli era stato la meraviglia del Mondo. Ci sarebbe stato bene B. nell'Antica Roma: a quell'epoca nessuno lo avrebbe condannato per un'orgia o per aver fatto sesso con una ragazza. E Travaglio, Di Pietro e De Magistris sarebbero finiti nell'arena, divorati dai leoni per lo spasso del popolo. Tutt'al più B. avrebbe corso il rischio di venire pugnalato alle spalle: Tu quoque, Gianfranco, fili mi. Ma erano altri tempi... E la Roma dei cesari non è la Roma del papi.
Quel che vedo oggi, guardando B., è un uomo vecchio e solo. O vecchio, solo e depravato, a seconda che le accuse si rivelino false o fondate. Un re circondato da una corte di lacchè, servitori, astrologi, buffoni, falsi amici, leccaculo e puttane, che lo lusingano e lo vezzeggiano per i suoi soldi ed il suo potere. Al tempo stesso burattino e burattinaio, nella grande messinscena della politica italiana. Di certo B. è un personaggio ambiguo, difficile da inquadrare e da capire. Ma che nel suo essere riflette le contraddizioni e i peccati del nostro Paese e del nostro tempo.

Chi è in verità Silvio Berlusconi? E' difficile, forse impossibile, rispondere a questa domanda: ci sono troppe voci, troppi sospetti... Non vorrei trovarmi nei panni di un suo ipotetico biografo. Ma è una domanda a cui andrebbe trovata una risposta.

Proverei lo stesso compassione per B. se, nero su bianco, venissero dimostrate le sue colpe? Penso di sì. Un re scacciato dal suo regno, Nerone redivivo, che ricopre di disonore l'Italia e gli italiani. Ci vuole poco a creare un mostro nell'immaginario popolare e a nessuno fa piacere essere odiati. Gli rimarrebbero i soldi, gli stessi con cui si dice abbia comprato le sue donne, e i cortigiani, ma né gli uni ne gli altri saprebbero colmare il vuoto in cui si ritroverebbe l'uomo che in più di un'occasione ha espresso il bisogno di essere amato dal popolo che governa (o almeno, da una parte di esso).

In verità non penso che ciò accadrà, non esattamente in questo modo. Ma se dovesse succedere, se l'agonia dell'impero di B. dovesse giungere a compimento con un botto? Allora le acclamazioni ed i festeggiamenti per la sua caduta risuonerebbero in un altro grande vuoto: quello della politica italiana. Per quasi due decenni B., nel bene o nel male, è riuscito a colmarlo, ma tale e quale si ripresenterebbe alla sua scomparsa. La sinistra italiana ha un solo programma, non politico: eliminare B. E la destra... è B.

E se invece le accuse dovessero rivelarsi una grande montatura? Quasi preferisco non pensarci...

Ma una cosa la so di sicuro: voglio sapere chi è Silvio Berlusconi e qual è la verità. Come cittadino di un paese democratico (o presunto tale) è mio diritto.

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